01 settembre 2010 - Polonia
La croce della discordia. Il primate cattolico critica i manifestanti pro-Kaczinsky
Non si fermano le polemiche intorno alla croce in memoria del defunto presidente Lech Kaczinsky. Eretta dagli scout nelle ore successive alla morte del Capo dello Stato, avvenuta nell’incidente aereo dello scorso 10 aprile, di fronte al palazzo presidenziale di Varsavia, ora andrebbe rimossa. L’ultima puntata del botta e risposta estivo spetta al primate della Chiesa cattolica polacca, monsignor Jozef Kowalczyk, che ha criticato i manifestanti che da settimane impediscono la rimozione del “monumento” provvisorio. “Quello a cui stiamo assistendo – ha detto il presule – è una manipolazione vergognosa e tutt’altro che esemplare della croce. Chiedo a tutte le persone coinvolte di mettere la parola fine a tutto ciò”. “Quanto accaduto – ha aggiunto Kowalczyk parlando a circa centomila cattolici riuniti al santuario nazionale di Jasna Gora – non ha niente a che vedere con la vera coscienza cattolica o con l’atteggiamento di un cristiano sincero, di una persona che ama la croce e trova in essa ispirazione”.
I sostenitori del leader dell’opposizione Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del presidente defunto, hanno lanciato un sit-in permanente intorno alla croce dopo la vittoria alle elezioni dello scorso 4 luglio di Bronislaw Komorowski, chiedendo che la croce rimanga per sempre di fronte al palazzo in memoria del presidente morto. Tentativi di rimuovere la croce in accordo con le autorità ecclesiastiche sono stati respinti dai manifestanti in un clima di crescente tensione.