3 marzo 2010 - Cultura
Quanto piace Mihaileanu: due premi César a “Il concerto”
Era in corsa per sei statuette, e alla fine ne ha portate a casa solo due. Un successo, in ogni caso, per Radu Mihaileanu e per il suo amatissimo film, molto applaudito anche in Italia: regista classe 1958, nato in una famiglia ebrea a Bucarest e noto al grande pubblico per il film “Train de vie”, che con l’imperdibile “Il concerto” ha conquistato anche la Francia. Lo scorso 27 febbraio ha ricevuto infatti due premi César, gli Oscar transalpini assegnati dall’Académie des arts et techniques du cinéma alle migliori pellicole e alle principali figure professionali del cinema di produzione francese, per le categorie “Miglior suono” e “Migliore musica originale” (complice, certamente, il genio di Cajkovskij e il suo concerto n. 35 per violino e orchestra, del quale per il film è stata messa a punto una versione più breve).
“Il concerto” è una commedia dai toni leggeri che tratta temi importanti. Racconta la storia di Andrej Filipov, già direttore d’orchestra del Bol’soj e stella nascente dei palcoscenici mondiali, il quale all’epoca di Breznev si trova ad essere licenziato per aver rifiutato di cacciare i suoi musicisti ebrei. Molti anni più tardi Filipov, che lavora ancora al Bol’soj, ma come addetto alle pulizie, riunirà con uno stratagemma la sua vecchia orchestra, arrivando a suonare a Parigi, al Teatre du Châtelet e ricomponendo complesse vicende umane e politiche. Il teatro è lo stesso nel quale Mihaileanu ha ritirato i due César. “È il posto in cui si svolge anche il concerto al termine del mio film” – ha raccontato il regista a Radio Romania International prima della cerimonia. – “Amo tantissimo questo teatro. Noi abbiamo già vinto, in un certo qual modo: ero un outsider, arrivato in Francia come emigrato dalla Romania”.
Il premio per il miglior film francese, invece, è stato assegnato a “Un profeta” di Jacques Audiard, candidato all’Oscar e premiato a Cannes, che di statuette ne ha ritirate ben nove.