25 gennaio 2012 - Francia, Armenia
È quella francese la comunità armena più numerosa dell’Europa occidentale
Nel giorno in cui il Senato francese ha dato il via libera definitivo alla legge che sanziona il negazionismo del genocidio degli armeni del 1915-1917, scatenando un duro scontro diplomatico tra Parigi e Ankara, diversi commentatori ritengono che questa manovra sia mossa soprattutto da fini elettorali: un modo per garantire al presidente Nicolas Sarkozy il voto degli armeni di Francia in vista delle presidenziali del 2012.
Oggi, in Francia, si contano 600mila armeni, di cui 400mila nati nel paese (di terza e quarta generazione), rivelano il Comitato per la difesa della causa armena (Cdca) e il Centro di ricerche sulla diaspora armena (Crda). Si tratta della più importante comunità armena d’Europa occidentale.
La comunità trae origine da diverse ondate migratorie, a partire da quella dei negozianti a Marsiglia nel diciassettesimo secolo. Ma forti flussi di armeni si sono registrati anche durante il genocidio del 1915-1917 e negli anni Settanta. “Più di recente, si è assistito a nuove ondate provenienti dalla Repubblica armena a causa delle difficoltà economiche”, spiega Hratch Varjabedian, direttore dell’Ufficio francese per la causa armena.
La comunità, che comprende anche importanti esponenti del mondo artistico e intellettuale – come il cantante Charles Aznavour, una delle star più amate di Francia – si concentra in tre zone: nella regione parigina (oltre 200mila persone), a Marsiglia e nella sua regione (più di 150mila) e in quella di Lione (circa 150mila). La cittadina di Alfortville, nella banlieue parigina, ribattezzata “Piccola Armenia”, è una delle più rappresentative, con 7-9mila armeni sui 45mila abitanti.
Gran parte della comunità è rimasta fedele alla Chiesa nazionale armena (cristiana orientale gregoriana). Conta diverse associazioni, almeno sei istituti scolastici e un centinaio di scuole “del sabato o della domenica” per l’insegnamento della lingua armena. Secondo un membro del governo francese, citato dal “Canard Enchainé”, ma che ha chiesto di restare anonimo, Sarkozy avrebbe voluto la legge contro il negazionismo del genocidio armeno anche “per far piacere” alla moglie Carla Bruni, alludendo maliziosamente all’amicizia della premiere dame con Aznavour.