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Rieletto Putin. E anche il rock finisce in carcere
Un concerto – o, meglio, una “preghiera rock” - anti Putin potrebbe costare sette anni di carcere alle Pussy Riot, accusate dalla polizia di “cospirazione”. Sono dieci in tutto, sui 25 anni, cantanti e femministe oltre che studentesse iscritte a facoltà umanistiche. Si presentano con fisico slanciato, minigonna e passamontagna colorato, per non essere riconosciute, ma anche a simboleggiare l’anonimato cui le donne russe sono condannate. Sono state fermate prima della rielezione del “macho Putin”, contro cui si sono scagliate durante un’esibizione pop-punk nella cattedrale di Cristo Salvatore, a Mosca. In carcere due di loro hanno iniziato lo sciopero della fame.
Sull’altare avevano cantato “Holy Mother, chase Putin out!”, “Santa Madre, caccia via Putin”. Sognavano “una Russia senza Putin” e invece domenica 5 marzo il presidente ha vinto di nuovo: le manifestazioni di piazza contro i presunti brogli elettorali che sono seguite si sono tradotte in 250 fermi nella sola Mosca. Tutti i fermati sono stati rilasciati nella giornata di ieri. Tra loro c’erano anche alcuni leader dell’opposizione, tra cui il blogger Aleksej Navalnyj, Sergej Udalcov e Il’ja Jašin. A tutti è stata contestata una violazione amministrativa.
In tutto, tra la capitale e San Pietroburgo, 550 pacifici manifestanti sono finiti in carcere, suscitando la preoccupazione anche dell’ambasciatore americano. Da Mosca, via Twitter, Michael McFaul ha scritto: “Mi preoccupa vedere gli arresti di dimostranti pacifici in piazza Puškin. La libertà di assemblea e di parola sono valori universali”.
L’ex premier italiano Silvio Berlusconi ha invece voluto essere il primo leader politico a portare i suoi complimenti allo “zar”. Mentre ancora non si sono spente le polemiche sui brogli, il leader Pdl è volato a Mosca per “stringere la mano all’amico Vladimir”.
Di tutt’altro avviso l’ex presidente dell’Urss, Mikhail Gorbačëv, che in un’intervista alla radio Echo di Mosca ha criticato la “retorica” di Putin. “Sono rimasto stupefatto quando ha qualificato i rappresentanti dell’opposizione come nemici”, ha detto Gorbaciov.


