Attualità
Allargamento, la Serbia è “paese candidato”
I paesi dei Balcani occidentali, gran parte dei quali costituivano la ex Federazione jugoslava, sono tutti impegnati, in diversa misura, sulla strada verso l’integrazione nell’Unione europea. La sola Slovenia, fra le sei repubbliche ex jugoslave, è entrata finora nella Ue, mentre la Serbia è stata l’ultima a fare un passo avanti ottenendo, ieri, lo status di paese candidato.
Questa la situazioni degli altri paesi: la Croazia entrerà a pieno titolo nell’Unione il primo luglio 2013 divenendone il 28esimo stato membro. Il Montenegro ha ottenuto lo status di paese candidato nel dicembre 2010, e dovrebbe cominciare il negoziato di adesione a giugno. La Macedonia ha lo status di paese candidato già dal 2005, ma l’avvio del negoziato è bloccato dall’opposizione della Grecia, che ha col paese ex jugoslavo una lunga disputa sul nome. La Bosnia-Erzegovina, invece, segnata da forti divisioni e rivalità fra le tre componenti etniche (musulmana, serba e croata), è ancora lontana dalla prospettiva di integrazione europea.
Ancora più complessa la situazione per il Kosovo. Proclamatosi indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008, il paese - a stragrande maggioranza di popolazione albanese, ma con una agguerrita minoranza serba - è ancora lontano dalla prospettiva di integrazione europea, che la dirigenza di Pristina indica peraltro come suo principale obiettivo. Riconosciuto da 88 paesi (sul totale di 193 rappresentati all’Onu), il Kosovo è impegnato da un anno in un dialogo con la Serbia che ha portato a una serie di accordi. Infine, l’Albania: nonostante sia membro della Nato dal 2009, il paese delle aquile resta ancora distante dalla prospettiva di integrazione nella Ue per le preoccupazioni sulla tenuta democratica e sul persistere di un alto tasso di corruzione e criminalità organizzata.


