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Cultura
Repubblica Ceca - 07 marzo 2012Torna all'indice →
Dopo vent’anni il punto a Praga sul Surrealismo cecoslovacco
Erano vent’anni che il movimento surrealista cecoslovacco (l’unica “organizzazione”, assieme alla banca Csob e al movimento anarchico, che ancora considera i due paesi uniti) non esponeva in una vasta e organica antologica. Oggi, invece, e fino al 4 aprile, è possibile ammirare gli ultimi due decenni del surrealismo ceco e slovacco al municipio della città vecchia di Praga nella mostra “Un’altra aria: chiudi gli occhi e apri la finestra”, che espone opere di artisti cechi e slovacchi coinvolti nel gruppo, oltre a una serie di surrealisti internazionali. Lo riporta "Buongiorno Slovacchia". “Fin dai suoi inizi, il Surrealismo non è stato un movimento come gli altri ‘ismi’, Impressionismo, Espressionismo, eccetera. È stato piuttosto dedicato a un processo dialettico tra gli atteggiamenti passivi e attivi della realtà”, ha detto Bruno Solarik, artista e curatore, al sito ceco ceskapozice.cz, sottolineando la connessione dialettica tra realtà e immaginazione, che è molto distante da una “fuga dalla realtà”. Solarik ha spiegato che il movimento, al quale appartengono ufficialmente 29 artisti, ha deciso semplicemente di ignorare il “fatto burocratico” della separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia. “Perché dovremmo cambiare solo per una decisione presa da una manciata di persone per separare i due paesi?”. I cecoslovacchi contribuirono al Surrealismo fin dagli inizi negli anni Trenta. A differenza del movimento francese, quello cecoslovacco ha tentato in modo più potente di mettere un accento sulla realtà e non solo sul sogno, tensione proveniente agli artisti cechi e slovacchi anche dalla loro esperienza molto più pesante nel mezzo secolo scorso. Tra gli slovacchi presenti alla rassegna con le opere realizzate negli anni dal 1991 al 2011 segnaliamo Karol Baron, morto nel 2004, e Albert Marencin.