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Turismo
Ungheria - 07 marzo 2012Torna all'indice →
L’Ungheria vuole controllare anche hostess e steward, Ryanair lascia a terra tutti
Ryanair contro l’Ungheria. È questo il nuovo avversario combattuto da Michael O’Leary, il controverso proprietario della compagnia aerea, che ha ordinato ai suoi dipendenti di sospendere tutti i collegamenti con l’aeroporto di Budapest. Un provvedimento che potrebbe avere forti ripercussioni sui voli da e per il Paese magiaro, visto che Ryanair ha acquistato la maggior parte delle tratte internazionali che erano di proprietà della Malév. Dietro la drastica scelta c’è una dura presa di posizione contro la decisione delle autorità ungheresi, in verità alquanto bizzarra, la quale ha imposto che tutti gli equipaggi provenienti dall’estero si sottopongano ai controlli di sicurezza come tutti i passeggeri. Non solo quando hostess, steward e piloti giungono nella cosiddetta “area sterile” (cioè nella zona dopo i controlli di sicurezza) prima della partenza, ma anche quando l’aereo è appena atterrato. Una perdita di tempo enorme, che per Ryanair si trasforma in una voce di costo. Infatti, i rigidi controlli imposti si traducono in una perdita di 25 minuti per ogni volo. Troppi, per una compagnia aerea che ha fatto della semplificazioni e della rapidità nelle procedure un vanto. “È una pratica assurda che non esiste in nessuno dei 170 aeroporti dell’Unione europea”, commenta in una nota Ryanair.